pornoteca

pornoteca vincenzo montisano I tempi di latenza tra caviglia e cavigliainsegnano ai calici vuoti la vanità,la norma oscena degli addii ai passi.Sposarci sulle pellicole di Pietrangeli,poi lasciare al tempo il tempo d’andare,nei cuori dei circuiti stampati e in silenziodilatare la nostra pornografia del dolore.Di te ho scopato la santina dall’effige narcisa,la badessa intenta a incendiare […]

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donne senza memoria

donne senza memoria vincenzo montisano Donne senza memoria incuneate nei colombaridormono un sonno da letto d’uova, senza fallo.Sonno di camere a ore, da lenzuola spaiate, da vitedivise. L’uniforme gualcita del cuscino parlaal grammofono delle scale su cui Parker rivàsenza affanni, del bop di un pianto spesomale, salivato, su boulevard seminati di gusci aperti.A loro sempre […]

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il nido

il nido vincenzo montisano Come si fa a volere disperatamente qualcosa? Si può essere ottusi fino al punto da perseguire un obiettivo, uno scopo, scegliere un orizzonte tanto ambito quanto arbitrario e attribuirgli tutta la responsabilità, l’intero peso di una vita possibilmente felice? Eppure il desiderio, questa tortora cieca, sceglie per annidarsi lo strato più […]

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Mutilazioni

Dev’essere la calma piatta che si addice a chi non è mosso, ma sa muovere; che non si scompone ma osserva chi si increspa di conseguenza, con dramma ed esibizione. Potremmo descrivere gli estranei alla calma piatta come esseri dotati di un groviglio di arti e lembi inutili che scuotono con passione di bestia sottomarina.  […]

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fumerò vestito di nero

fumerò, vestito di nero vincenzo montisano Fumerò, vestito di nero, come certi violinisti,davanti alle separazioni ferroviarie,la conseguenza di un assolo d’addio.Il tuo tè sfilacciato sa di vecchio Holbournegiallo nel gas del treno che scioglie versoMilano una masochistica prognosi memoriale.Parola non detta sei-ventuno coppie d’ali –età selvaggia di inaccessibile logica –mi hai chiesto: «tagliale, alla radice […]

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il riproporsi dello stordimento

il riproporsi dello stordimento vincenzo montisano È il riproporsi dello stordimentola coercizione mirabile del tempo.Mi prende per gradi la qualità del suo sadismo risalecome asfissiando l’ombra il piccoluccicante, terminale, delle montagne ferrose.Nel sadismo occorre risolutezza. Succhiatole il respiro in boccadall’esofago la mano alle spugne polmonariil nodo della lotta cede alla responsabilità del dolore.La sopravvivenza è […]

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IL GRANDE SONNO

L’abbiamo vista; come in un grande sonno: sciarada onirica assediata da eserciti di incubi tridimensionali. Era la città spenta. Lo sporco tra le dita dei piedi, lunghe code alle poste la mano legnosa del padre luci alle finestre e odore di cucina. Occhi di fiori d’arancio erano infuso celestiale di atomi vuoti. Quando i dadi […]

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