il rovescio del regno

racconto


Incontrai l’oste in una fangosa landa della periferia ungherese. La sua sagoma stagliata contro un orizzonte alto, come irraggiungibile, camminante e fiera, come dovrebbe essere quella di un uomo.

dal film Sàtàntàngo, di Bèla Tarr

… disse che il socialismo mirava all’impoverimento morale, e che a fattor comune non era rimasto il lavoro, bensì il nostro dolore.


foto di Sally Mann

… pensai anche io che l’inferno è non riuscire mai a rimanere soli.


la fede

racconto


«Siediti sul bidet» dissi a L. Lei aprì le gambe e ci si sedette. La schiena curva su cui potevo contare le vertebre. La finestra aperta, i nei gettati sulla pelle e intirizziti dalla temperatura invernale – L. ne aveva molti più di S.

fotografia di VED

fumerò, vestito di nero

poesia


Volevi gattonare nei parchi annodata al mio collare di spine

fotografia di Matthis Volquardsen

alla prima pioggia

poesia


Ti scrivo perché più non si scrive a un amico per ciò che già sa: l’amore non cambia, sostituisce.


La nudità dell’occhio non coglie mai

fotografia di Raphael Brasileiro

il fertile passo

poesia


fotografia Laurentiu Robu

tramontata

poesia


Un letto di ferro. La tua cecità.

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maria, piena di grazia

racconto

Che il dolore di madre che ho nessuno lo capisce. Che io, mio figlio Gaetano, l’ho fatto maturo con tutti i santi crismi e tanta punizione l’anima mia non la merita.

le cose che vanno

racconto

Un’altra stanza d’albergo. Le polaroid sparpagliate tra i pacchetti di Marlboro vuoti e i ritagli di giornale macchiati di vodka. Incenerisco piccoli pezzi di carta con l’accendino.

la spina

poesia

Quest’epoca di mercato sta svendendo i tuoi occhi al macello delle carni tenere

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