APNEA

apnea vincenzo montisano Chiedo di lei a un passante che mi strappa viatutti i denti e li scaraventa oltre l’ostacolo.La pena è una città, dice, che naufraga nell’assenza.Striscia sui gradini della forca: la donna che cerchi non ha verità,ti appenderà per il collo tra seni inviolabili.L’abbandono segnerà la rotta verso casa.E quando i suoi occhi […]

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LA CRISI DEL ’17

la crisi del ’17 vincenzo montisano Un foulard è nel cellophane, vicino ai libri.Una foto nella carta una capitaleun pavimento a scacchi e due ballerini di tango.La mia nudità  tra i roghi estivie i pensieri – va a prenderli, sono tuoi!Se sommo, questo letto s’ingorga di ricordie non posso sottrarti, non resterebbe nulla.Me ne vado […]

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EST!

EST! vincenzo montisano I bicchieri dissanguati sopra la congiura dei tavoli.La maitresse ha smesso, con le labbra fumatende la mano – la terra, il cielo e questi culi…I piccioni sdrucciolano sul tetto decrepitobeccano un buco via l’altro, cercano senza trovare.Siamo noi, gli animali imbellettati nel piatto,gulasch di malinconia e scopamenti ipotetici.Ogni cosa rifugge, resta il […]

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II / I

II / I vincenzo montisano II.Il giorno ischemico cucela tenerezza all’età del ferro,delle schiene spezzate.Se ti osservo, vedo la riluttanzadi chi ha provato e ha perso.Gioisco della carne con alitodi carogna, se tu me la concedi;usurperemmo la fissione nuclearecome arnese di devastazione,insieme ceneremmo alla tavola dell’egoismoe i disavanzi, in terra, sarebbero il nostro amore;il sole […]

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RITORNI

ritorni vincenzo montisano Disperdo la razione migliore del seme nella sterilità del verso. Non animale da passeggio, ma delle bestie adesso che tacipreservi quella occulta, la corda più umana.In questa stanza lo siamo – i flutti grigi dell’erba,il vino scolato da coppe di reggiseno finora cave,il tuo star bene alla fascinazione di Buckley – lo […]

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IL GRANDE SONNO

L’abbiamo vista; come in un grande sonno: sciarada onirica assediata da eserciti di incubi tridimensionali. Era la città spenta. Lo sporco tra le dita dei piedi, lunghe code alle poste la mano legnosa del padre luci alle finestre e odore di cucina. Occhi di fiori d’arancio erano infuso celestiale di atomi vuoti. Quando i dadi […]

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