L’abbiamo vista;
come in un grande sonno:
sciarada onirica
assediata da eserciti
di incubi tridimensionali.
Era la città spenta.
Lo sporco tra le dita dei piedi,
lunghe code alle poste
la mano legnosa del padre
luci alle finestre e odore di cucina.
Occhi di fiori d’arancio erano
infuso celestiale di atomi vuoti.
Quando i dadi caddero
in un fragore infernale, giganteschi
dal cielo sui monti, sbarrammo
le nostre ferite oculari
e la vita non c’era già più.

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